SpaceX, fondamentali e narrativa: quanto può essere distante il valore dal prezzo?

08/06/2026
SpaceX, fondamentali e narrativa: quanto può essere distante il valore dal prezzo?

Ascoltando il podcast Black Box di Chora Media di venerdì 5 giugno "Turning Point (e Massive Attack)", ci ha colpito un passaggio relativo alla prossima quotazione di SpaceX.
Secondo quanto riportato, l’indice S&P non sarebbe disposto a includere la società finché questa non mostra degli utili, nonostante l’attesa per una futura quotazione sia accompagnata da valutazioni che superano 100 (!) volte i ricavi del 2025.

Si tratta di un esempio particolarmente efficace della distanza che può esistere tra ricerca dei fondamentali e valorizzazione delle potenzialità future. Da un lato, gli utili richiesti dall’indice; dall’altro, un mercato disposto a prezzare aspettative legate all’intelligenza artificiale, all’esplorazione spaziale e a scenari di crescita ancora in larga parte da realizzare.

Come osservato nell’articolo "Totem e Tabù" pubblicato su Black Box, «il vero valore di SpaceX in realtà non lo conosce nessuno», mentre la sua futura capitalizzazione potrebbe riflettere soprattutto la forza della narrativa che la circonda.
Una riflessione che abbiamo ritrovato anche questa settimana in Revidere, nell’ambito della valutazione di una società non quotata oggetto di conferimento.

In questi contesti, i Principi Italiani di Valutazione richiedono di stimare sia il valore intrinseco sia il valore normale di mercato. Il primo si fonda sui fondamentali e sui valori “in atto”; il secondo incorpora anche le prospettive che il mercato è disposto a riconoscere e remunerare. Con una differenza importante: nei contesti di tutela dei terzi (artt. 2465 e 2343 c.c.), tali aspettative devono essere considerate con il necessario grado di prudenza.
L’analisi della storia aziendale, del contesto competitivo e del modello di business ci ha portato a combinare due prospettive: un approccio fondato sui flussi per la stima del valore intrinseco e l’utilizzo di value map e multipli di mercato per la determinazione del valore normale di mercato.

Il risultato è stato una valutazione capace di coniugare fondamentali e mercato, considerando non solo la crescita dei ricavi, ma anche la qualità economica di quella crescita e la capacità dell’impresa di trasformarla in risultati.

Forse è proprio qui che si gioca il lavoro del valutatore: non scegliere tra narrativa e fondamentali, ma comprendere quanto della prima sia effettivamente sostenuto dai secondi.
 
 
link al podcast: https://open.spotify.com/episode/4DJkoxTM0ipcApMffRc47e?si=66630f55b7f947dd
 
link all'articolo: https://blackboxchora.substack.com/p/totem-e-tabu-di-wall-street
 



 


 
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