Valutazioni robuste per evitare le ‘black box’ dei multipli
Valutazioni robuste per evitare le ‘black box’ dei multipli
In questo periodo, in Revidere siamo impegnati nella valutazione del valore di mercato di una società, nell’ambito della quale abbiamo affiancato al metodo finanziario basato sui flussi anche il metodo dei multipli di borsa come criterio di controllo.
Dopo aver individuato il “true multiple” — ossia quello caratterizzato dal minor coefficiente di variazione (< dispersione) — nel caso specifico l’EV/EBITDA, abbiamo ritenuto che l’utilizzo di un multiplo medio o mediano non fosse adeguatamente rappresentativo della realtà della società oggetto di analisi.
La società, infatti, sta attraversando una fase di significativi investimenti in Capex, che la pongono, rispetto ai competitor, in una posizione peculiare: maggiore incidenza di ammortamenti rispetto all’EBITDA, leva finanziaria e rapporto PFN/EBITDA più elevati, e un ROIC inferiore, pur mantenendo un EBITDA margin in linea con il mercato.
Abbiamo quindi ritenuto che il mercato non possa non prezzare (a sconto) tale profilo specifico. Per questo motivo, abbiamo scelto di adottare un approccio più analitico, basato su una value map costruita tramite analisi di regressione ancorata ai principali driver di valore, in particolare la crescita, integrata con una variabile (dummy) di capital intensity — rapporto tra ammortamenti ed EBITDA, al fine di catturare nel multiplo l’impatto negativo attribuito dal mercato all’‘eccesso’ di investimenti.
Questo approccio ci ha consentito di stimare lo sconto sul multiplo in modo coerente con i dati di mercato, evitando il ricorso a sconti più generici in range molto ampi (5-40%), che spesso rischiano di trasformarsi in vere black box.
Siamo particolarmente soddisfatti di questo lavoro, perché ci permette di offrire ai nostri clienti valutazioni più robuste e quindi utili per assumere scelte informate.
#Valuation #CorporateFinance #EVEBITDA #CapitalIntensity #FinancialModeling #ValueDrivers #Advisory #DecisionMaking
In questo periodo, in Revidere siamo impegnati nella valutazione del valore di mercato di una società, nell’ambito della quale abbiamo affiancato al metodo finanziario basato sui flussi anche il metodo dei multipli di borsa come criterio di controllo.
Dopo aver individuato il “true multiple” — ossia quello caratterizzato dal minor coefficiente di variazione (< dispersione) — nel caso specifico l’EV/EBITDA, abbiamo ritenuto che l’utilizzo di un multiplo medio o mediano non fosse adeguatamente rappresentativo della realtà della società oggetto di analisi.
La società, infatti, sta attraversando una fase di significativi investimenti in Capex, che la pongono, rispetto ai competitor, in una posizione peculiare: maggiore incidenza di ammortamenti rispetto all’EBITDA, leva finanziaria e rapporto PFN/EBITDA più elevati, e un ROIC inferiore, pur mantenendo un EBITDA margin in linea con il mercato.
Abbiamo quindi ritenuto che il mercato non possa non prezzare (a sconto) tale profilo specifico. Per questo motivo, abbiamo scelto di adottare un approccio più analitico, basato su una value map costruita tramite analisi di regressione ancorata ai principali driver di valore, in particolare la crescita, integrata con una variabile (dummy) di capital intensity — rapporto tra ammortamenti ed EBITDA, al fine di catturare nel multiplo l’impatto negativo attribuito dal mercato all’‘eccesso’ di investimenti.
Questo approccio ci ha consentito di stimare lo sconto sul multiplo in modo coerente con i dati di mercato, evitando il ricorso a sconti più generici in range molto ampi (5-40%), che spesso rischiano di trasformarsi in vere black box.
Siamo particolarmente soddisfatti di questo lavoro, perché ci permette di offrire ai nostri clienti valutazioni più robuste e quindi utili per assumere scelte informate.
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