Valutare i digital asset: la nuova sfida
06/07/2026
Valutare i digital asset: la nuova sfida
Per anni i digital asset sono stati considerati prevalentemente un fenomeno tecnologico o finanziario. Oggi il contesto è profondamente cambiato.
La diffusione della tokenizzazione, l'ingresso degli investitori istituzionali, l'evoluzione dei principi contabili e, soprattutto, l'affermarsi di un quadro regolamentare sempre più definito stanno trasformando i digital asset in un ambito nel quale la valutazione assume un ruolo centrale.
Non è più sufficiente conoscere il prezzo di mercato di un token.
Occorre comprenderne la natura economica, i diritti che incorpora, la qualità dell'infrastruttura blockchain sottostante, la governance del protocollo, la sostenibilità della tokenomics, il contesto regolamentare e la qualità delle informazioni disponibili.
È questo il tema affrontato nello Special Edition 2026 di The European Business Valuation Magazine dedicato alla Valuation of Digital Assets, che raccoglie contributi di accademici e professionisti internazionali su aspetti quali:
Il messaggio che emerge è chiaro: non serve inventare una nuova teoria della valutazione, ma adattare con rigore metodologico gli strumenti consolidati alle peculiarità di una nuova classe di attività.
La storia della valutazione aziendale insegna che ogni innovazione – dagli asset immateriali alle piattaforme digitali, fino ai modelli di business data-driven – ha richiesto un'evoluzione degli strumenti analitici, non l'abbandono dei principi fondamentali.
I digital asset rappresentano il prossimo passo di questa evoluzione.
Per chi opera nella valutazione d'azienda, nel corporate finance e nell'M&A, comprenderne le logiche non è più un tema di nicchia: è una competenza che diventerà sempre più rilevante.
È un'evoluzione che in Revidere seguiamo con interesse, perché ogni nuova asset class pone la stessa sfida: capire cosa genera davvero valore, prima ancora di misurarlo.
Per anni i digital asset sono stati considerati prevalentemente un fenomeno tecnologico o finanziario. Oggi il contesto è profondamente cambiato.
La diffusione della tokenizzazione, l'ingresso degli investitori istituzionali, l'evoluzione dei principi contabili e, soprattutto, l'affermarsi di un quadro regolamentare sempre più definito stanno trasformando i digital asset in un ambito nel quale la valutazione assume un ruolo centrale.
Non è più sufficiente conoscere il prezzo di mercato di un token.
Occorre comprenderne la natura economica, i diritti che incorpora, la qualità dell'infrastruttura blockchain sottostante, la governance del protocollo, la sostenibilità della tokenomics, il contesto regolamentare e la qualità delle informazioni disponibili.
È questo il tema affrontato nello Special Edition 2026 di The European Business Valuation Magazine dedicato alla Valuation of Digital Assets, che raccoglie contributi di accademici e professionisti internazionali su aspetti quali:
- gli effetti del regolamento MiCAR sulla determinazione del valore
- l'applicazione degli approcci reddituale, patrimoniale e di mercato ai digital asset
- i criteri per la valutazione relativa attraverso multipli di mercato
- le problematiche contabili secondo IFRS e US GAAP
- il ruolo della blockchain, della tokenomics e della qualità dei dati nella formazione del valore.
Il messaggio che emerge è chiaro: non serve inventare una nuova teoria della valutazione, ma adattare con rigore metodologico gli strumenti consolidati alle peculiarità di una nuova classe di attività.
La storia della valutazione aziendale insegna che ogni innovazione – dagli asset immateriali alle piattaforme digitali, fino ai modelli di business data-driven – ha richiesto un'evoluzione degli strumenti analitici, non l'abbandono dei principi fondamentali.
I digital asset rappresentano il prossimo passo di questa evoluzione.
Per chi opera nella valutazione d'azienda, nel corporate finance e nell'M&A, comprenderne le logiche non è più un tema di nicchia: è una competenza che diventerà sempre più rilevante.
È un'evoluzione che in Revidere seguiamo con interesse, perché ogni nuova asset class pone la stessa sfida: capire cosa genera davvero valore, prima ancora di misurarlo.
