PIV 2026: la differenza la fa la seconda di servizio
28/09/2026
PIV 2026: la differenza la fa la seconda di servizio
Questa settimana sono stati pubblicati i Principi Italiani di Valutazione – Edizione 2026, già ampiamente ripresi da operatori e stampa specializzata.
Tra le novità più rilevanti c'è il principio di scalabilità: i PIV distinguono in modo esplicito ciò che il valutatore deve, dovrebbe o può fare, rendendo i principi applicabili anche alle realtà più piccole, dove le basi informative sono spesso meno strutturate. Una stima può essere conforme ai PIV anche quando non tutte le attività sono eseguibili, purché i limiti non ne compromettano gli elementi essenziali e siano spiegati con chiarezza nella relazione.
Questo, però, non abbassa l'asticella. La sposta sulla costanza.
In questi giorni di #LaverCup ce lo ricorda il tennis: una prima di servizio potente fa spettacolo, ma le partite si vincono con una seconda di servizio affidabile. È quella che regge sotto pressione, nei punti che contano, quando il margine di errore è minimo.
Lo stesso vale per la valutazione. Applicare i PIV con rigore nel grande incarico strutturato è la prima di servizio. Applicarli con la stessa disciplina nella PMI con dati incompleti, tempi stretti e documentazione parziale è la seconda. Ed è lì che si vede la qualità del lavoro. Il doppio fallo, per un valutatore, è rinunciare al metodo proprio quando diventa più faticoso.
È la costanza nell'applicazione, anche quando è difficile e impegnativa, a rendere una valutazione davvero utile per chi la utilizza: imprenditori, soci, banche, investitori.
Noi di Revidere ci siamo: su ogni incarico, a ogni servizio.
Questa settimana sono stati pubblicati i Principi Italiani di Valutazione – Edizione 2026, già ampiamente ripresi da operatori e stampa specializzata.
Tra le novità più rilevanti c'è il principio di scalabilità: i PIV distinguono in modo esplicito ciò che il valutatore deve, dovrebbe o può fare, rendendo i principi applicabili anche alle realtà più piccole, dove le basi informative sono spesso meno strutturate. Una stima può essere conforme ai PIV anche quando non tutte le attività sono eseguibili, purché i limiti non ne compromettano gli elementi essenziali e siano spiegati con chiarezza nella relazione.
Questo, però, non abbassa l'asticella. La sposta sulla costanza.
In questi giorni di #LaverCup ce lo ricorda il tennis: una prima di servizio potente fa spettacolo, ma le partite si vincono con una seconda di servizio affidabile. È quella che regge sotto pressione, nei punti che contano, quando il margine di errore è minimo.
Lo stesso vale per la valutazione. Applicare i PIV con rigore nel grande incarico strutturato è la prima di servizio. Applicarli con la stessa disciplina nella PMI con dati incompleti, tempi stretti e documentazione parziale è la seconda. Ed è lì che si vede la qualità del lavoro. Il doppio fallo, per un valutatore, è rinunciare al metodo proprio quando diventa più faticoso.
È la costanza nell'applicazione, anche quando è difficile e impegnativa, a rendere una valutazione davvero utile per chi la utilizza: imprenditori, soci, banche, investitori.
Noi di Revidere ci siamo: su ogni incarico, a ogni servizio.
