La valutazione delle quote quando i diritti patrimoniali non sono proporzionali
03/08/2026
La valutazione delle quote quando i diritti patrimoniali non sono proporzionali
Questa settimana in Revidere abbiamo iniziato ad approfondire un tema tanto particolare quanto stimolante: come valutare una quota di S.r.l. quando i diritti agli utili non sono proporzionali alla partecipazione al capitale, come consentito dall'art. 2468, comma 3, c.c.
Determinato il valore dell'azienda, il problema non è più la valutazione dell'impresa, ma l'allocazione del suo valore tra partecipazioni che incorporano diritti economici differenti.
Da qui è nata una prima ipotesi di lavoro: scomporre il valore della quota in due componenti:
- il valore attuale dei dividendi futuri, attribuiti secondo la percentuale di diritto agli utili;
- il valore del capitale, derivante dalla futura cessione o liquidazione della partecipazione, legato quindi alla quota di capitale detenuta e non ai dividendi.
Questa impostazione apre un'ulteriore riflessione.
Un investitore sarebbe davvero disposto a pagare il valore pro quota di una partecipazione del 20% sapendo che, ad esempio, avrà diritto solo al 5% degli utili distribuibili?
È ragionevole ipotizzare che tale limitazione possa riflettersi in uno sconto sul valore della partecipazione. Specularmente, un diritto agli utili superiore alla quota di capitale potrebbe giustificare un premio.
Una possibile strada metodologica potrebbe quindi essere quella di determinare tale sconto (o premio) in funzione del differenziale tra il valore economico della quota calcolato pro quota e il valore attuale dei dividendi effettivamente attribuibili in base ai diritti statutari. Si tratta, tuttavia, di un'ipotesi che richiede ulteriori approfondimenti.
I PIV danno un contributo all’allocazione del valore dell’equity a titoli azionari di diversa specie nel capitolo III-5, che rappresenta nelle metodiche proposte di allocazione del valore (CVM current value method , OPM option pricing method e PWERM probability-weighted expected return method), da calare al caso concreto.
È proprio su questo che stiamo lavorando in Revidere: individuare un modello valutativo che sia coerente con i principi della finanza aziendale, con i PIV, giuridicamente sostenibile e applicabile al caso concreto.
Questa settimana in Revidere abbiamo iniziato ad approfondire un tema tanto particolare quanto stimolante: come valutare una quota di S.r.l. quando i diritti agli utili non sono proporzionali alla partecipazione al capitale, come consentito dall'art. 2468, comma 3, c.c.
Determinato il valore dell'azienda, il problema non è più la valutazione dell'impresa, ma l'allocazione del suo valore tra partecipazioni che incorporano diritti economici differenti.
Da qui è nata una prima ipotesi di lavoro: scomporre il valore della quota in due componenti:
- il valore attuale dei dividendi futuri, attribuiti secondo la percentuale di diritto agli utili;
- il valore del capitale, derivante dalla futura cessione o liquidazione della partecipazione, legato quindi alla quota di capitale detenuta e non ai dividendi.
Questa impostazione apre un'ulteriore riflessione.
Un investitore sarebbe davvero disposto a pagare il valore pro quota di una partecipazione del 20% sapendo che, ad esempio, avrà diritto solo al 5% degli utili distribuibili?
È ragionevole ipotizzare che tale limitazione possa riflettersi in uno sconto sul valore della partecipazione. Specularmente, un diritto agli utili superiore alla quota di capitale potrebbe giustificare un premio.
Una possibile strada metodologica potrebbe quindi essere quella di determinare tale sconto (o premio) in funzione del differenziale tra il valore economico della quota calcolato pro quota e il valore attuale dei dividendi effettivamente attribuibili in base ai diritti statutari. Si tratta, tuttavia, di un'ipotesi che richiede ulteriori approfondimenti.
I PIV danno un contributo all’allocazione del valore dell’equity a titoli azionari di diversa specie nel capitolo III-5, che rappresenta nelle metodiche proposte di allocazione del valore (CVM current value method , OPM option pricing method e PWERM probability-weighted expected return method), da calare al caso concreto.
È proprio su questo che stiamo lavorando in Revidere: individuare un modello valutativo che sia coerente con i principi della finanza aziendale, con i PIV, giuridicamente sostenibile e applicabile al caso concreto.
