Capitale investito, rendimento e valore economico: il ruolo della parità competitiva
Capitale investito, rendimento e valore economico: il ruolo della parità competitiva
In Revidere stiamo avviando un nuovo incarico di valutazione, partendo – come sempre – da un primo colloquio di inquadramento con il cliente.
Un momento fondamentale, non solo per chiarire quale configurazione di valore stimare, ma anche per raccogliere gli elementi necessari a una prima riflessione più ampia:
l’azienda si trova oggi in parità competitiva?
In altri termini: la redditività del capitale investito (ROIC) è allineata al costo medio ponderato del capitale (WACC)?
Dal dialogo iniziale (ancora da riscontrare in sede di analisi quantitativa) è emerso un caso interessante.
La società presenta una buona redditività lorda, ma negli ultimi anni ha investito in misura rilevante in asset immobiliari funzionali all’attività operativa, con ristrutturazioni particolarmente onerose, probabilmente superiori alla media di settore, anche per garantire ambienti di lavoro più confortevoli ai collaboratori.
Questo porta a una prima ipotesi:
Il caso ci ha offerto lo spunto per una riflessione più generale:
la parità competitiva (ROIC = WACC) non è una condizione “neutra”, ma una condizione necessaria per la conservazione del valore nel tempo.
Quando l’impresa si colloca in una situazione di svantaggio competitivo (ROIC < WACC), il tema del risanamento non può essere valutato unicamente in termini di sostenibilità finanziaria o di accesso continuativo al credito, ma deve essere ricondotto alla capacità autonoma dell’azienda di remunerare il capitale investito in misura coerente con il suo costo.
È su queste domande – prima ancora che sui numeri – che una valutazione consapevole deve iniziare.
In Revidere stiamo avviando un nuovo incarico di valutazione, partendo – come sempre – da un primo colloquio di inquadramento con il cliente.
Un momento fondamentale, non solo per chiarire quale configurazione di valore stimare, ma anche per raccogliere gli elementi necessari a una prima riflessione più ampia:
l’azienda si trova oggi in parità competitiva?
In altri termini: la redditività del capitale investito (ROIC) è allineata al costo medio ponderato del capitale (WACC)?
Dal dialogo iniziale (ancora da riscontrare in sede di analisi quantitativa) è emerso un caso interessante.
La società presenta una buona redditività lorda, ma negli ultimi anni ha investito in misura rilevante in asset immobiliari funzionali all’attività operativa, con ristrutturazioni particolarmente onerose, probabilmente superiori alla media di settore, anche per garantire ambienti di lavoro più confortevoli ai collaboratori.
Questo porta a una prima ipotesi:
- un capitale investito strutturalmente più elevato rispetto ai concorrenti, con un potenziale effetto di compressione del ROIC. In altri termini, a parità di performance operative, un maggiore capitale investito può tradursi in una minore creazione di valore economico.
Il caso ci ha offerto lo spunto per una riflessione più generale:
la parità competitiva (ROIC = WACC) non è una condizione “neutra”, ma una condizione necessaria per la conservazione del valore nel tempo.
Quando l’impresa si colloca in una situazione di svantaggio competitivo (ROIC < WACC), il tema del risanamento non può essere valutato unicamente in termini di sostenibilità finanziaria o di accesso continuativo al credito, ma deve essere ricondotto alla capacità autonoma dell’azienda di remunerare il capitale investito in misura coerente con il suo costo.
È su queste domande – prima ancora che sui numeri – che una valutazione consapevole deve iniziare.
