Il Vino e gli investitori

Il Vino e gli investitori
 
Analisi dei rendimenti e delle possibili strategie  di investimento
 
Il food & beverage sta diventando per gli investitori il nuovo target d’investimento, come lo è stato negli scorsi decenni il settore moda. Ma se il food rappresenta già un mercato di sbocco per i capitali da investire in Italia da parte degli operatori, anche di private equity, il beverage, nella dimensione riferibile al mondo del Vino, presenta ancora delle difficoltà nell’apertura al mercato dei capitali.
 
Dall’analisi che abbiamo effettuato  su un panel di società quotate nell’area Europe emerge che i diversi rendimenti espressi dalle società, in funzione della maggiore o minore intensità di capitale investito in tangibili e della presenza negli asset di terreni adibiti a vigneto, rendono evidente quello che nella comunità finanziaria sembra essere il modello di investimento: la separazione della proprietà fondiaria (land owner) dal ramo operativo (azienda agricola operativa).
 
I maggiori rendimenti da quest’ultimo generati meglio si sposano con quelli richiesti dai fondi, ma non solo. L’ingresso da parte di un investitore in un’azienda che detiene anche la proprietà fondiaria richiede un significativo esborso di capitali il cui ritorno è di certo a lungo termine, mentre il time to market per i fondi è solitamente indirizzato su tempi più brevi di disinvestimento.
 
La sfida per il comparto sarà quella di intercettare quelle realtà imprenditoriali che intendono sviluppare e rafforzare (o addirittura creare) il proprio brand in mercati esteri sfidanti come, ad esempio, quello statunitense e cinese. La capacità finanziaria dei fondi e il maggior tasso di managerializzazione che essi portano può rappresentare infatti un’opportunità di certo interessante.


Per visionare l'analisi clicca sull'immagine che segue.

vino-e-rendimenti.png



Contattaci per approfondimenti