Valutazioni a fini di bilancio - Partecipazioni

Valutazioni a fini di bilancio – Partecipazioni
 
In sede di predisposizione del bilancio di esercizio la voce Partecipazioni in imprese, siano esse controllate, collegate o altre, può presentare, ove ne ricorrano le condizioni, la necessità di effettuare una stima del valore delle stesse. Nel caso in cui, ad esempio, il costo di iscrizione si presenti maggiore al valore del patrimonio netto contabile pro quota della partecipata, spetta agli amministratori della società verificare se tale differenza sottenda un minusvalore da contabilizzare a bilancio tramite una svalutazione.
 
In caso di perdita durevole di valore il principio contabile OIC 21 – Partecipazioni e azioni proprie - fornisce indicazioni piuttosto sintetiche in merito alla determinazione del valore recuperabile delle partecipazioni immobilizzate iscritte al costo. Il paragrafo 30 del principio prevede infatti che “la perdita durevole di valore è determinata confrontando il valore di iscrizione in bilancio della partecipazione con il suo valore recuperabile, determinato in base ai benefici futuri che si prevede affluiranno all’economia della partecipante”.
 
Mentre l’OIC 9 fornisce utili indicazioni in merito al calcolo del valore recuperabile di un asset, l’OIC 21 resta apparentemente più vago, sebbene il riferimento ai “benefici futuri” lasci implicitamente intendere che il valore recuperabile possa essere calcolato facendo riferimento al valore equo (fair value less cost to sell) della partecipazione e al suo valore d’uso (value in use).

Metodi e criteri di valutazione
 
Per la determinazione del valore equo si può far riferimento al valore di mercato attivo, se la partecipazione è quotata, ovvero ad un accordo vincolante di vendita tra parti indipendenti, ma tali dati non sono sempre disponibili, o perché la partecipazione non è quotata o perché in sede di valutazione non vi è alcun accordo di cessione. Nella generalità dei casi si dovrà pertanto determinare il valore d’uso, ossia il valore attuale dei flussi di cassa attesi generati dalla società partecipata e a tal fine la dottrina ha elaborato diversi metodi e criteri di valutazione, quali i metodi finanziari, reddituali, di mercato (multipli). Rispetto a quanto previsto ad esempio nel principio 9, l’OIC non ha fissato dei criteri specifici per il calcolo del valore, lasciando quindi agli operatori la scelta di applicare il metodo ritenuto maggiormente attinente alla specifica impresa oggetto di valutazione.
 
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